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Stupire e morire: la storia di Alison Hargraves

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"Ero incinta, non malata". Così rispondeva Alison Hargraves a chi la criticava per aver salito in solitaria la Nord dell'Eiger quand'era incinta di 6 mesi. L'alpinista inglese, una delle figure più contradditorie ed eccezionali degli anni Ottanta, fu una ribelle sin dall'adolescenza e compì, da sola, salite che fino ad allora erano incredibili anche per gli uomini, come quella dell'Everest senza ossigeno, senza compagni e senza sherpa. Tentò di fare lo stesso sul K2, ma morì in discesa, a soli 33 anni, portata via da una violenta bufera che uccise sette alpinisti e che scatenò una delle polemiche più furiose di tutti i tempi.

Nanda Devi Unsoeld, la ragazza presa dalla "sua" montagna

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Aveva gli occhi azzurri, i capelli biondi e si chiamava come "la montagna più bella del mondo". Così aveva voluto suo padre, il celebre alpinista Willi Unsoeld, autore della leggendaria prima salita dell'Hornbein Couloir sulla Nord dell'Everest. Forse consegnandola, con quella scelta, ad un destino inconsapevole: quello di morire, inspiegabilmente, sulla montagna di cui portava il nome e di cui gli Indù credono fosse la reincarnazione.

Lino Lacedelli: storia di una vita

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È stato il primo a conquistare la vetta del K2 e per questo, insieme ad Achille Compagnoni, è passato alla storia. Lino Lacedelli, classe 1925, ha firmato innumerevoli salite sulle Alpi, specialmente sulle Dolomiti, ed è stato uno dei padri dell’alpinismo italiano e internazionale. Lo ricordiamo qui, attraverso le tappe più importanti della sua vita sui monti e le foto scattate in alcuni momenti più importanti come nel cinquantenario della prima scalata della “montagna degli italiani”.

Humar sul Nuptse: cronaca di un'incredibile sopravvivenza

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Un’eccezionale nuova via aperta sulla nordovest del Nuptse. La tragica e sconvolgente scomparsa del compagno Janez Jeglič sulla cima. E la discesa, un’odissea che terminerà dopo 41 ore di estremo sforzo psicofisico per sopravvivere e tornare alla base della parete, in un crescendo continuo di impegno ai limiti delle possibilità umane. Ecco la cronaca dell’incredibile esperienza di sopravvivenza di Tomaz  Humar nel 1997: la salita e la discesa dal Nuptse, seguita passo per passo da Giampietro Verza, in collegamento radio con l’alpinista sloveno, dalla Piramide dell’Everest.

Francys Arsentiev, storia d'amore e tragedia

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Li chiamavano "Romeo e Giulietta della guerra fredda". Lui russo, lei americana. La loro storia, fatta di amore, morte e aria sottile. Parliamo di Francys Distefano, la prima donna americana ad aver salito l'Everest senza ossigeno, e Sergei Arsentiev, considerato uno dei più forti alpinisti della storia. La loro salita all'Everest fu il loro più grande successo e la loro condanna a morte. Francys, scendendo, si è accasciata a 8.600 metri, in preda ai deliri dell'alta quota. Vi rimase, agonizzante, per due giorni: accanto a lei passarono tanti alpinisti, ma solo il marito tentò disperatamente di salvarla, riuscendo a risalire dall'ultimo campo dopo ben 5 giorni passati nella zona della morte. Un gesto eroico, che è gli costato la vita.

Junko Tabei, donna dei primati

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Junko Tabei è un’istituzione dell’alpinismo femminile. È stata la prima donna a raggiungere la vetta di un ottomila, quella del Manaslu nel 1974. La prima a salire in cima all’Everest nel 1975. Ancora la prima sullo Shisha Pangma nel 1981, e infine la prima ad aver scalato tutte le Seven Summit. Una donna da record.

Wanda Rutkiewicz: la guerriera degli 8000

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È considerata una delle più grandi alpiniste del nostro secolo, se non la più grande in assoluto. Fu tra le prime a tentare la corsa agli ottomila. Ne scalò 8 tra il 1978 e il 1992, di cui il Cho Oyu e l’Annapurna sud in solitaria. Senza contare che fu la prima donna in cima al K2, scalato assolutamente senza ossigeno nel 1986. Caparbia, coraggiosa. Lo spirito di un guerriero.

Annapurna 1950: misteri svelati (2)

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Annapurna 1950. Prima salita di una montagna di 8000 metri da parte dell'uomo. Furono i francesi Maurice Herzog e Louis Lachenal a riuscire nell'impresa. Quella vicenda, però, oltre ad essere stata un successo storico, ha avuto molti lati oscuri: pare che dietro la facciata si celassero giochi politici, ambizione cieca, ricatti morali, morti premature, documenti nascosti e riemersi decenni più tardi. Ecco la seconda puntata della storia.

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