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K2, le tappe della salita

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E' la montagna delle montagne, la seconda vetta più alta del mondo. Con i suoi 8611 metri è il re del Karakorum. Il K2 è considerato da molti alpinisti la cima più difficile di tutte. La via cosiddetta "normale" sale dal versante pakistano, il più conosciuto, lungo lo Sperone degli Abruzzi, o cresta sud-ovest. Si tratta di una via molto dura e pericolosa, aperta con la prima ascesa in cima, quella compiuta da Achille Compagnoni e Lino Lacedelli nel 1954. Per questo da allora è considerata la montagna degli italiani: un colosso tanto ostile da scalare quanto terribilmente affascinante.

Verza: quella notte sul K2

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"Aldo ed io seguivamo la lenta discesa, un po' preoccupati per la gelida notte che li seguiva, contenti per loro, dubbiosi per la nostra salita di domani. Il tempo passò inesorabile portando l'oscurità sul collo di bottiglia, il gruppo era fuori da 20 ore, la resistenza fisico-psicologica necessaria doveva essere qualcosa di sovrumano". Inizia così il racconto di Gian Pietro Verza della notte del 1996 in cui sul K2 perse la vita Lorenzo Mazzoleni. Verza tentò di andargli incontro e salvarlo. Ma inutilmente.

Il cammino di Nones e Kehrer

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Updated -- La morte di Karl Unterkircher in un crepaccio sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat. Lunghi giorni senza contatto con i compagni di cordata, Walter Nones e Simon Kehrer, costretti a proseguire nella salita. Il susseguirsi di avvistamenti, perlustrazioni. Finchè finalmente il 19 luglio la squadra di soccorso inviata dall'Italia da Agostino Da Polenza, con Silvio Mondinelli e Maurizio Gallo, li individua a 6.950 metri e lancia loro viveri e un satellitare. Gli alpinisti riescono a proseguire, escono dalla Rakhiot, iniziano la difficile discesa lungo la via Buhl. Ora si trovano in una zona di sicurezza a circa 5900 metri in attesa degli elicotteri. Ecco le immagini del loro cammino: dalla salita con Unterkircher ad oggi.

Nanga Parbat, la montagna nuda

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Il Nanga Parbat con i suoi 8125 metri, è la nona montagna più alta della Terra. Ma in termini di pericolosità, è in testa alla classifica. Basti pensare che il suo nome significa "montagna nuda" in lingua Urdu, ma gli sherpa, gli abitanti della regione himalayana, la chiamano "la mangiauomini" o la "montagna del diavolo". E' drammatica, infatti, la sua storia: prima di essere conquistata nel 1953, 8 spedizioni l'avevano già tentata provocando 31 morti, molti dei quali tedeschi. Tra le più celebri quella di Albert Frederick Mummery che ha perso la vita sulla parete Rakhiot.

Nanga: la maledetta parete Rakhiot

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Sul Nanga Parbat, in Karakorum, è appena accaduto uno di quei drammi che sconvolgono l'intero mondo dell'alpinismo. Karl Unterkircher, impegnato nella scalata di una via nuova sulla parete Rakhiot, è precipitato in un crepaccio. Disperati, e purtroppo vani, i tentativi dei compagni Walter Nones e Simon Kehrer di portarlo in salvo. Ecco le immagini di Karl Unterkircher scattate nei giorni scorsi e della via su cui si è verificata la tragedia.

E l'Onu elogia Share Everest

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ROMA -- “L’impresa scientifica di Share Everest 2008 è un esempio dell’eccellenza italiana nel mondo e risponde alle priorità ambientali individuate dall’Onu”. Così Srgjan Kerim, presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha elogiato la spedizione guidata da Agostino Da Polenza che nel mese di maggio ha installato sull’Everest, a 8000 metri di quota, la stazione meteorologica più alta del mondo.

Everest: emozioni in diretta web da 8000 metri

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LOBUCHE, Nepal -- Questa notte, alle due, a Colle Sud il vento spirava a 50 chilometri orari e c'erano 24 gradi sottozero. Condizioni imossibili per un tentativo di vetta senza l'ausilio di ossigeno. Ma la voglia di cima, per Michele Enzio, era troppo forte. Ha provato a salire con tre sherpa, mentre Silvio Mondinelli e Marco Confortola aspettavano a campo 4. Ha dovuto rinunciare sull'anticima.

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Guarda il filmato di Gnaro Mondinelli 
Guarda il filmato di Marco Confortola 

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Gnaro: intervista da campo 2

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L'ansia per l'amico Mario Merelli, disperso sulla montagna. E la gioia di riabbracciarlo quando distrutto spunta dalla nebbia. Poi la tragica notizia di un amico, Gianni Goltz, scomparso a 8.500 metri. E infine il racconto della salita che nei prossimi giorni attende Silvio Mondinelli, Marco Confortola e Michele Enzio. Questo ed altro nell'esclusiva videointervista del "Gnaro nazionale", registrata poche ore fa da campo 2.

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