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Bonatti e il K2: la storia infinita

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Il lato oscuro del più grande successo alpinistico italiano. Questa la storia di Walter Bonatti e della prima salita al K2. Una salita destinata ad essere ricordata nei secoli per la gloria che portò all'Italia. Ma anche per le polemiche sui fatti accaduti nelle ore che la precedettero. Al centro della bufera, Walter Bonatti, che di fatto rese possibile il successo, ma venne accusato di aver tentato di sabotare la salita dei compagni per ambizione personale.

Sir Hillary, la storia in immagini

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Dall'Everest all'Antartide, ecco a voi le più belle immagini storiche di Sir Edmund Hillary. Una gallery straordinaria per ricordare il celeberrimo alpinista neozelandese, primo uomo a mettere piede sulla vetta più alta del mondo nel 1953, è scomparso questa mattina in Nuova Zelanda, all'età di 88 anni.

Annapurna 1988: sfida alla Sud

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"Parigi, sabato 26 marzo 1988: i sette uomini dell'Esprit d'equipe partirono per conquistare l'Annapurna per uno degli itinerari più difficili e classici della parete sud: la via Bonington. Benoìt, inseguito dai giornalisti, era eccitato: il suo sogno e le sue ambizioni si stavano realizzando". Nelle parole di Agostino Da Polenza, il racconto della spedizione che realizzò la prima ripetizione della vertiginosa via. Di cui vi regaliamo anche le immagini.

Storia dell'ice climbing

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Niente più gradini da scavare faticosamente nel ghiaccio. Salite più facili, leggere e verticali. Negli anni Settanta, l'invezione della salita in "piolet traction" fa vivere un periodo di fulgore all’arrampicata su ghiaccio, che si diffonde rapidamente in tutto il mondo.

L'era di Messner e del 7° grado

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Arrampicata libera, settimo grado, alta difficoltà, esplorazione oltre i limiti. Il pioniere dell'alpinismo moderno fu senza dubbio il grande alpinista altoatesino Reinhold Messner, che negli anni Settanta si fece interprete delle nuove tendenze anglosassoni. Non tanto nello stile e nella tecnica, quanto nell'etica e nell'allenamento.

Le prime scarpette d'arrampicata

alpinismo

Siamo alla fine degli anni Sessanta, primi anni Settanta. E' periodo di boom dell'arrampicata, del mito della Yosemite Valley, dell'abbandono di scarponi e pantaloni alla zuava in favore delle braghe di tela e soprattutto delle scarpette d'arrampicata. Le mitiche "EB" fanno la loro comparsa sulle pareti europee, rivoluzionando la tecnica di salita e la scala delle difficoltà. 

La morte del chiodo e della vetta

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 Negli anni '60, l’ambiente un pò stantio e conservatore degli "alpinismi" allora maggiormente in auge (tedesco,italiano, francese), incomincia ad essere agitato da venti di cambiamento provenienti dai paesi anglosassoni. Venti che portano nomi come free climbing o bouldering.

La conquista degli ottomila

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A qualche anno dalla conclusione della seconda guerra mondiale, si risveglia lo spirito esplorativo e riprendono le scalate sulle montagne extraeuropee. Tra il 1950 e il 1960, vengono conquistate tutte le montagne della Terra che superano gli ottomila metri, fatta eccezione per lo Shisha Pangma, nel Tibet dominato dalla Cina.

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